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Intervista al Prof. Rossano

Rossano

Viviamo in un mondo in cui giornalmente vengono perpetrate iniquità ed ingiustizie ai Paesi del cosiddetto Terzo Mondo e agli ecosistemi naturali. Cosa sta succedendo e perché?

Il Prof. Rossano dice la sua andando a scomodare, tra le righe, nientemeno che la selezione naturale darwiniana.

Con la solita vena caustica.

Buona lettura.

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CARO ROSSANO, OGNI GIORNO VENGONO PERPETRATE INIQUITÀ ED INGIUSTIZIE AI PAESI DEL COSIDDETTO TERZO MONDO E AGLI ECOSISTEMI NATURALI. PERCHE’ CIO’ ACCADE?

Ciao a tutti e grazie ai ragazzi di Vividolomiti per aver sollevato questo spunto, che è centrale più di qualsiasi altro tema che riguarda la nostra società civile, perché in realtà è un tema che riguarda la coesistenza tra le specie sulla Terra.

Per indirizzare fin da subito la conversazione, temo che l’ottimismo su un miglioramento della situazione attuale – come sento talvolta in giro - magari grazie a una nuova consapevolezza critica e ad una divulgazione “colta” sui temi, sia molto irrealistico.

Basta leggere un giornale per vedere enumerate una serie incredibili di aberrazioni, torti, nefandezze planetarie. Perché tutto ciò? Per saperlo basterebbe saper interpretare la natura.

 

COSA CI INSEGNA LA NATURA?

Come i miei proseliti ben sanno, nei miei ragionamenti sulle sorti del mondo non riesco a non fare continui paragoni e rimandi alle dinamiche naturali che governano le specie in natura, sia animali che vegetali.

Le popolazioni crescono esponenzialmente o con una curva sigmoide sfruttando una risorsa naturale limitata, dopodiché, se la risorsa è rinnovabile, ondeggiano con movimenti sinusoidali attorno ad una linea detta “capacità portante”, nascendo e crepando con invidiabile precisione matematica. Se la risorsa non è rinnovabile e/o non possono spostarsi, la popolazione va a carte quarantotto. Inizia cioè la moria.

Sebbene a prima vista la nostra specie possa sembrare del tutto affrancata dalle leggi della natura, in realtà le nostre ricchezze primarie si basano unicamente sulle risorse naturali. Il resto è aria che ci siamo inventati, dal valore gonfiato di un terreno edificabile rispetto ad un terreno agricolo, fino al valore di mercato delle certificazioni eccetera. Anche il fondamento dei nostri schemi comportamentali ricalca la componente biologica, la quale è tuttavia, nella nostra specie, largamente influenzata dalla cultura, dalla memoria collettiva dell’esperienza pregressa, dallo sviluppo del concetto della consapevolezza di sé e di tutto ciò che questo comporta. Di fatto, abbiamo taluni schemi comportamentali che sembrano negare i fondamenti della selezione naturale darwiniana (ad esempio l’altruismo), che però riemergono potenti nei casi in cui è in ballo, davvero, la nostra sopravvivenza.

 

2012, OGGI.

Siamo in un momento storico mai vissuto fino ad ora. Ciò vale in realtà per la gran parte della dinamica che ha conosciuto la storia plurimillenaria dell’umanità (e non quella plurimiliardaria della Terra), ma l’aumento sempre più repentino della popolazione, unita alle notizie che le risorse sulle quali basiamo il funzionamento della nostra civiltà si stanno esaurendo, non possono non fare immaginare ad uno scenario di crisi del sistema nel brevissimo periodo. Intendo crisi nel senso biologico del termine, ossia con estinzioni o forti ridimensionamenti della popolazione.

Perché si è verificato questo climax di crescita, che diamo quasi per scontato ma che in realtà è un fenomeno mai accaduto prima, intendo dire da quei 5 miliardi di anni che Dio ha deciso di mandare finora in Terra? E qui cito Bukowski! [Ride - ndr]. Semplicemente per la subitanea disponibilità di energia di cui abbiamo potuto disporre con la venuta dell’era dello sfruttamento del combustibile fossile, da appena 150 anni a questa parte. Appena 150 anni su 5.000.000.000 di anni! Scrivilo in cifre che così si capisce bene quanto particolare sia questo momento storico!

La vita sulla Terra dipende dal flusso di energia liberata dalle reazioni termonucleari che avvengono all’interno del sole. Stiamo parlando di circa 1,3 X 10^24calorie annue; questa quantità è detta “costante solare”. Dall’era solare (quella vera) con input in ingresso unicamente dalla fissazione dell’anidride carbonica delle piante, quindi tradotta in zuccheri e ossigeno, metabolizzata dagli animali, glicolisi, ossidazione, decomposizione e via discorrendo, si passa ad un’era artefatta, del carbone e del petrolio, caratterizzata da una disponibilità energetica mai vista prima, che altera gli equilibri.

È questa l’energia scriteriata che regola la nostra inCiviltà (sic) e i nostri spostamenti planetari, e soprattutto delle merci che consumiamo. Dalle banane all’acciaio dei tubi dei nostri acquedotti, dal silicio dei PC alle plastiche degli arredi urbani.

 

CHE SUCCEDE QUINDI?

Tutto quello che era stato pazientemente generato in milioni di anni dal sole, sornione, con il suo bell’irraggiamento di un tot di calorie per metro quadro (se lo misuriamo con la quantità di energia chimica accumulata dalle piante), lo stiamo bruciando in un oplà. Siamo diventati quello che siamo grazie al petrolio, in un certo senso anche i miei pensieri – misericordia! – sono figli del petrolio, perché il mio surplus rispetto alla sopravvivenza (studi, divertimenti, divagazioni, bicchierate con gli amici accademici ecc.) è dovuto a quell’energia.

 

E ALLORA?

Come accennavo sopra, anche noi siamo soggetti a selezione naturale e competizione interspecifica e intraspecifica per risorse limitate. L’interspecifica la mettiamo in atto tutte le volte che stabiliamo che le nostre attività economiche rappresentano un prius logico rispetto alla vita delle altre specie di esseri viventi. Ciò accade praticamente sempre. L’intraspecifica la mettiamo in atto tutte le volte che schiavizziamo o sfruttiamo un popolo. In futuro, i conflitti e le risultanze di questa inevitabile competizione saranno amplificati a) dal fatto che 7 miliardi di persone che aspirano a vivere (legittimamente) meglio sono tantine b) dal fatto che aggraviamo il quadro fondando il nostro essere su risorse non rinnovabili, facendole uscire per sempre (in termini non geologici) dal ciclo. In natura, come è noto, i cicli sono chiusi, tranne l’approvvigionamento energetico che è a senso unico, almeno finché il sole fra altri 5 miliardi di anni non chiuderà i battenti.

Con queste premesse, i conflitti che nasceranno saranno sempre più feroci.

 

QUALE SCENARIO PER IL FUTURO?

Qualunque individuo di una popolazione lotta per le risorse. Lo fanno i camosci, gli insetti e lo facciamo anche noi. Competono anche le piante. Il mio stesso stile di vita è basato sullo sfruttamento delle risorse di qualcun altro, a pensarci si diventa matti. Già ora le risorse non bastano più, e altre fette di mondo aspirano oggi a vivere meglio, e cercano di arrangiarsi sfruttando a loro volta qualcun altro. È il caso della Cina che, come è noto, si sta “comprando” l’Africa. Abbiamo di fatto un neocolonialismo.

Ad un climax segue sempre un qualche evento catastrofico. Probabilmente voi trentenni di Vividolomiti vivrete abbastanza a lungo per patire le conseguenze di questi squilibri e di questa dinamica ingovernabile della curva della nostra specie. In UE non abbiamo più ricchezze primarie, per un po’ di tempo continueremo a far valere la nostra autorità nel panorama geopolitico e con cazzate tipo il know how sul terziario, ma presto o tardi avanzeranno altri pretendenti – già legittimamente lo fanno – per garantirsi la sopravvivenza. Andremo in malora prima noi, ma in ogni caso subito dopo andranno in malora tutti, semplicemente perché la dispensa della nostra cucina si sta esaurendo.

 

ROSSANO, QUINDI SIAMO FOTTUTI?

In sostanza, sì.

 

NON C’E’ L’HAPPY END?

Com’ebbi a dire sempre ai miei seguaci, di veramente sostenibile in realtà non c’è un accidenti, se non l’agricoltura tradizionale di sussistenza. Il resto sono lussi che chi verrà dopo di noi non conoscerà. La green economy è un inganno. In teoria ci sarebbero delle riserve di possibilità legate ad una seconda era solare, ma le famose calorie su metro quadro del sole al momento non bastano per la società che abbiamo in mente, quindi una decrescita è inevitabile.

E la decrescita non sarà felice, come teorizza qualcuno, ma porterà inevitabilmente con sé privazioni e sofferenze. Non è un caso che insistiamo ciecamente sul modello di crescita a tutti i costi, nonostante sia chiaro anche ai sassi che non ha futuro. Il passato ci terrorizza. Dopo esserci affrancati soltanto da cinquant’anni da quella civiltà contadina che significava miseria ed orrore, ci risulta inconcepibile l’idea di tornare indietro.

 

LA LETTURA DEI LIBRI DI PESSOA HA INFLUENZATO QUESTA TUA VISIONE DEL MONDO, FRANCAMENTE INSOPPORTABILE?

È possibile, tuttavia ci tengo a precisare che in questo periodo sto leggendo unicamente la guida sci alpinistica di Vascellari, edizioni Vividolomiti.

[Pausa]

Questa non diciamo che è combinata! [Ride nuovamente - ndr].

 

PROFESSORE, TORNERAI AD ARRAMPICARE CON NOI?

Vivere tocca, per cui verrò.

 

ARRIVEDERCI E GRAZIE.

In gamba, ragazzi.

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Federico Balzan