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Piz de Sagron

Veneto
2012-06-20
Fre
Piz de Sagron
Segnavia C.A.I. numero 806
Cimonega
Da Belluno: dirigersi verso Santa Giustina. Qui girare a destra seguendo le indicazioni per Cesiomaggiore, quindi Toschian.
Da Feltre: seguire le indicazioni per Villabruna, quindi Soranzen e Toschian.

Da Toschian i cartelli marroni indicano la Val Canzoi. Percorrerla tutta in automobile (5-6 km) fino alla fine della strada, ossia fino all’Albergo Alpino Boz (660m). Qui si parcheggia l’auto.
660m
Escursione Per Esperti
Circa 1.900m
7-9 ore
N/A
Bella
sud
N/A
Piz de Sagron (2.486m).
Si tratta della seconda cima più alta del gruppo del Cimonega dopo il Sass de Mura (2.547m).
La parete settentrionale del Piz de Sagron incombe sul paese omonimo, con una caratteristica ed ardita cuspide sommitale molto riconoscibile e selvaggia.
Bivacco Feltre-Bodo (1930 m), a circa ¾ del percorso in salita. Molto ben conservato, è costituito da una doppia costruzione in lamiera rossa, in località Pian della Regina. Conta di ben 15 posti letto e molto altro spazio per ricovero di emergenza, tavoli e panche. Non c’è la stufa. Sempre aperto, incustodito. Acqua a pochi metri in direzione nord.
N/A
Estate
SALITA

Dal parcheggio si risale una rampa sterrata che parte da un tornante d’asfalto che porta in 2 minuti al lago artificiale della Stua. Si costeggia tutto il lago sulla sponda idrografica dx (segnavia C.A.I. numero 806). Alla fine del lago inizia la vera salita. Dopo 5 minuti prendere il bivio sulla sx per il bivacco Feltre-Bodo, abbandonando la strada principale che porterebbe ai Piani Eterni.
Dopo altri 5 minuti, ad un altro bivio mantenersi sulla sx e attraversare il torrente (indicazioni per Al Frassen). Si sale nella faggeta, incontrando e attraversando stupende marmitte di evorsione e cascatelle del torrente Caorame.

Da qui in poi sempre dritti per circa 2h e 45’ fino alla stupenda conca di Casera Cimonega. A sx si osserva il torrente che scorre su interessante valle tettonica. Di rilievo anche la geomorfologia di sovraescavazione del circo glaciale di Cimonega, con il caratteristico cambio di pendenza ai margini della conca.

Dalla conca di Cimonega puntare verso nord, sempre su buon sentiero e risalire per altri 200m di dislivello fino al bivio con il sentiero 801. Qui svoltare a dx. Dopo altri 40m di dislivello con passaggi su facili roccette e magnifiche cascate si giunge al bivacco Feltre-Bodo (1.930m). Interessante torbiera in direzione nord, su conca glaciale.
Fin qui acqua sempre disponibile, frequente ed abbondante.

Dal bivacco si sale verso nord per 2 minuti lungo il sentiero che conduce alla forcella del Leone.
Giunti in prossimità di alcune roccette, nel punto più depresso della valletta, piegare decisamente a dx (tracce, ometti e bolli verdi con scritto “Piz”).

Si rimonta su un vasto pianoro avanzando tra i frequenti ometti e segnavia di colore verde e rosso, tra pietraie e splendide vaschette carsiche. Attenzione in caso di nebbia, possibile perdita di orientamento. Quassù chi scrive ha visto una volpe, avvistamento abbastanza insolito per una pietraia a oltre 2.000m di quota.

Si prosegue superando sulla destra il Vomere, caratteristica formazione rocciosa a scudo, per giungere tra tracce di sentiero sull’ampio altipiano sotto il Piz de Sagron (segni verdi e ometti sempre presenti; circa 45’ dal bivacco). Avanzare in silenzio per godere dell’eventuale presenza della coturnice.

Giunti sotto la mole sommitale del Piz de Sagron, si scorge l’attacco su una paretina allo sbocco di un canale (stillicidio d’acqua). Il tratto più difficile della salita consiste in 4m di II grado, da affrontare subito. Essendo la paretina sopra un comodo pendio di erba e ghiaie, non vi sono problemi di esposizione.
Si seguono quindi gli ometti e i segni verdi di vernice tra tracce di sentiero e sfasciumi piegando sempre a sx nel senso della salita, fino ad arrivare ad una comoda cengia. Giunti alla cengia, la si percorre verso dx, attraversando il versante meridionale, con parete incombente sopra la testa (consigliato il casco). La cengia presenta tratti di I e I+, e un’esposizione abbastanza contenuta.
Da un aereo pulpito (grosso ometto) si piega decisamente a sx rimontando il filo dello spigolo in versante est, con passaggi di I+, e arrivando quindi velocemente in vetta.
Libro di cima assente a maggio 2012.

Fin qui dal parcheggio sono richieste circa 5h e 30’ complessive. Non è necessaria la dotazione alpinistica (tranne il casco ) per chi dispone di un minimo di confidenza con l’esposizione e dei rudimenti dell’arrampicata.
Dislivello totale in salita 1.900 m circa.


DISCESA

Si segue a ritroso la via di salita fino al bivio pochi minuti sotto il bivacco Feltre-Bodo. Qui, se le energie lo consentono, conviene concludere in bellezza andando ad attraversare tutta l’alta testata della val D’Alvis (sentiero 801, Alta Via numero 2), doppiando il Col dei Bechi in una piacevole traversata sotto la parete sud del Sass de Mura su buon sentiero tra vari saliscendi (da aggiungere complessivamente circa altri 200m di dislivello in salita).

Si giunge infine al Passo di Neva (vista dall’alto sull’alpe di Neva e rifugio Boz), quindi in breve, tenendo quasi il filo della cresta su versante sud est e senza ulteriore salita, al passo Alvis.
Da qui lunga discesa su comodo sentiero fino a Malga Alvis (segnavia 811), quindi ancora discesa mirando al lontano lago de La Stua su sentiero sempre più largo. Da qui in breve rientro all’auto.
N/A


Le indicazioni riportate negli articoli sono indicative e soggette a cambiamenti dovuti alla natura stessa della montagna. Dato il rischio intrinseco nella pratica di alcune attività trattate, ViviDolomiti.it non si assume nessuna responsabilità per l'utilizzo del materiale pubblicato o divulgato.